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Come sono nati i miei kimono (e perché non riesco a smettere di cucirli)

Come sono nati i miei kimono (e perché non riesco a smettere di cucirli)

Ottobre 2021. Una di quelle giornate autunnali che sembrano dipinte — il sole che scalda ancora, i colori della terra che crepitano sotto ai piedi nel boschetto dietro casa. Indosso un cardigan, ma non un cardigan qualunque: spalla scesa, forme ampie e avvolgenti, maniche che finiscono al punto giusto. Le temperature sono perfette e io, con quel capo addosso, mi sento al sicuro e al caldo.

Sto facendo le foto a una novità che sto per lanciare nello shop. E sono trepidante. Piacerà? Riuscirò a comunicarlo bene? Verrà capito?

Perché quel cardigan non l'ho cucito io. Non ho una formazione nel campo dell'abbigliamento, non ho le macchine giuste. Ma avevo un'idea, e avevo qualcosa di meglio di un corso: avevo Dorina.

La mia spacciatrice di tessuti

Dorina è la mia fornitrice di stoffe, qui dove abito. Ma chiamarla solo così è riduttivo — è una di quelle persone con cui senti subito una connessione, come se in una vita precedente avessimo già lavorato insieme. Lei ha la tecnica, la capacità di insegnare. Io, come dice lei, ho la verve.

Un giorno mi sono presentata al suo banco con un cardigan vintage che mi aveva regalato mia suocera e le ho detto, semplicemente: "Vorrei farne anche io, ma non sono capace."

Ha detto sì. Ovviamente.

Così mi sono ritrovata a casa sua un pomeriggio a creare il primo prototipo, a sdifettarlo, a gioire per il risultato. E poi sono tornata in quel boschetto a fare le foto.

L'onda di entusiasmo (e di ordini)

Li avevo presentati in anteprima nella newsletter, dichiarando apertamente che non li avevo cuciti io. Mi aspettavo curiosità. Quello che è arrivato è stata un'ondata — di entusiasmo prima, di ordini poi, nel momento in cui li ho caricati nello shop. Tanto che, pur essendo vicini al Natale, ho dovuto farne cucire altri.

Quel consenso mi ha motivata come poche cose nella vita.

Il covid, la tagliacuci e il salto

Gennaio 2022: mi prendo il covid. Quasi un mese di positività — un'agonia. Per rincuorarmi mi faccio prendere la mano con lo shopping, e tra gli acquisti c'è una meravigliosa tagliacuci che mancava nel mio parco macchine.

Marzo 2022: sotto la guida di Dorina e con il nuovo bolide, cucio i primi kimono con le mie mani.

Da quel momento è stato un susseguirsi di stoffe stupende, di combinazioni, di sperimentazioni. Fino ad arrivare, a giugno dello stesso anno, ai primi kimono estivi in viscosa.

Perché quasi tutti sono pezzi unici

Le stoffe con cui vengono cuciti sono tutte deadstock — tessuti perfetti, recuperati da fabbriche tessili o aste fallimentari, fine pezze in piccole metrature. Tessuti di anni precedenti che altrimenti andrebbero perduti.

Questo significa che ogni kimono è quasi sempre irripetibile. E significa anche che scegliere uno di questi capi ha un valore in più: stai salvando qualcosa di bello dall'oblio.

Come ti fa sentire

È un capo che scivola addosso su tutte le fisicità. Non segna. Dà quel quid in più a qualsiasi outfit — che tu stia andando al mercato o a cena fuori.

Non sono qui per convincerti — certe cose si sentono, non si spiegano. Se sei curiosa, inizia da qui: guarda (e leggi la didascalia!) questo reel. Il resto lo capisci da sola.

Dove trovarli

Nello shop online ne trovi diversi, quasi tutti pezzi unici.

Se invece vuoi che ne cucia uno su misura per te — scegliendo la stoffa e la lunghezza — scrivimi su WhatsApp, senza esitare.

E se sei di Rovigo: vieni a vederli dal vivo nel mio laboratorio. Ti aspetto, ti basterà scrivermi per accordarci!

P.S. Nel mio profilo Instagram ho una cartella nelle storie in evidenza dedicata proprio a loro — per raccontarti visivamente il loro percorso negli anni, la trovi qui!

Hockety che?

Hockety Pockety è la canzone che canta mago Merlino per fare le valigie quando decide di diventare il mentore di Semola (futuro re Artù) e seguirlo al suo castello!

Quando ho iniziato questa avventura volevo un nome magico, che mettesse allegria. Nessun «fatto con amore» o cose del genere, perché qui le parolacce finché cucio volano, come gli sbuffi e i pasticci e proprio come i tentativi che fa Merlino per insegnare la vita a Semola!

Silvia Bordin - Hockety Pockety Chi sono
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