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Hockety che?

Hockety Pockety è la canzone che canta mago Merlino per fare le valigie quando decide di diventare il mentore di Semola (futuro re Artù) e seguirlo al suo castello!

Quando ho iniziato questa avventura volevo un nome magico, che mettesse allegria. Nessun fatto con amore o cose del genere, perché qui le parolacce finché cucio volano, come gli sbuffi e i pasticci, proprio come i tentativi che fa Merlino per insegnare la vita a Semola!

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Cominciamo dall'inizio

Estate 2015: sono a casa in maternità della mia seconda frittola e passo le giornate dividendomi tra le bimbe, la casa e cazzeggio aspettando di rientrare al lavoro a settembre!

Nel frattempo scopro su FB una pagina di cucito di giochi per bambini e rimango letteralmente folgorata e avendo del tempo passo ore a leggere il blog per puro fascino e curiosità!

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Si avvicina settembre

In zona lavoro tira un'aria sempre più brutta. Al Lidl vedo una macchina da cucire in offerta e decido di comprarla!

Inizio a cucire delle schifezze (non non ero mai avvicinata ad una macchina da cucire sebbene abbia una nonna sarta, anzi direi proprio per quello!) ma sono capa tosta (sono della vergine!) e mi incaponisco a fare i sacchetti per il nido della piccolina!

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E poi, bam!

Il mio tanto amato lavoro si dissolve e io mi trovo a casa con due frittole: una di 3 anni e mezzo e una di 7 mesi!

Per cercare lavoro nel mio ambito dovevo cambiare città (ho una laurea in arte moderna) ma non me la sentivo di iniziare un lavoro che mi portava fuori casa dalla mattina alla sera.

Rimango in un limbo e non so dove sbattere la testa.

«Mamma» non mi basta

Sono una mamma e mi piace esserlo, ma non mi basta!

Continuo a cucire cose per le mie frittole, mentre le mie amiche iniziano a spingere perché io crei una pagina Facebook e mostri ciò che faccio.

Io mi vergogno tantissimo ma alla fine il 9 dicembre 2015 mi decido e timidamente mi rivelo come Hockety Pockety.

Da li è iniziato un percorso fatto di salite durissime (immaginatemi come Pantani sul Mortirolo), di gioie immense, di pianti disperati, di passi nel vuoto, di tante parolacce, di soddisfazioni che continua ancora oggi!